Cos’è Gioca-Mi?

Il Gioco da tavolo come strumento di cura e inclusione sociale

Spesso si pensa al gioco da tavolo come a un semplice passatempo, un modo per riempire un pomeriggio di pioggia. Ma per noi di Gioca-Mi, il gioco è molto di più: è un linguaggio universale, una medicina per l’anima e, soprattutto, un potente strumento di connessione umana.

Gioca-Mi non è una semplice fiera ludica. È un progetto sociale ambizioso, un evento pubblico aperto a tutti che trasforma Milano nella capitale del “gioco sano”, dove l’obiettivo non è solo divertirsi, ma stare bene insieme agli altri.

Un’iniziativa firmata Fondazione De Marchi

Dietro l’energia e i colori di Gioca-Mi c’è l’impegno concreto della Fondazione De Marchi. Da anni, la Fondazione è sinonimo di eccellenza nella lotta contro le emopatie e i tumori dell’infanzia, lavorando instancabilmente per offrire “la miglior assistenza globale possibile”.

Perché una fondazione medica si occupa di giochi da tavolo? Perché la salute dei nostri ragazzi non passa solo dalle cure mediche tradizionali, ma anche dal benessere psicologico e sociale.

La Fondazione De Marchi ha ideato Gioca-Mi osservando i cambiamenti nella società: l’aumento delle fragilità emotive, la solitudine digitale e la difficoltà di molti giovani a relazionarsi. Abbiamo deciso di scendere in campo con la stessa professionalità che mettiamo in ospedale, ma questa volta portando “la cura” nelle scuole, nelle famiglie e nei luoghi di aggregazione.

La nostra missione: scacco matto all’isolamento

Il cuore pulsante di Gioca-Mi è la lotta contro il ritiro sociale e il fenomeno Hikikomori. Viviamo in un’epoca paradossale: siamo iper-connessi virtualmente, ma sempre più soli nella realtà. Per molti adolescenti (ma anche per gli adulti), il peso del giudizio e la paura del confronto rendono difficile uscire di casa e incontrare gli altri.

Qui entra in gioco il nostro evento. Gioca-Mi vuole essere un porto sicuro, un luogo dove:

  • Si abbattono le barriere: Attorno a un tabellone siamo tutti uguali.
  • Si impara a sbagliare: Nel gioco l’errore non è un fallimento, ma parte dell’esperienza.
  • Si crea comunità: Il gioco cooperativo insegna che insieme si va più lontano.

L’Evento: Cosa succede a Gioca-Mi?

Quando partecipi a Gioca-Mi, non trovi solo scatole colorate. Trovi un ambiente progettato per accogliere. L’evento è strutturato per coinvolgere attivamente:

  1. Le Scuole: Con percorsi didattici e formativi per insegnanti e alunni, dalle primarie alle superiori.
  2. Le Famiglie: Offrendo uno spazio dove genitori e figli possono riscoprire il piacere di giocare senza schermi.
  3. Gli Appassionati e i Curiosi: Grazie alla presenza di editori e associazioni che presentano le ultime novità del settore.

Vogliamo dimostrare che un dado lanciato su un tavolo può fare molto più rumore di un “like” sui social network.

Partecipa all’evento

Sostenere Gioca-Mi significa sostenere un’idea di società più inclusiva, attenta e presente. Stiamo lavorando con passione alla prossima edizione del 2026 per rendere questo messaggio ancora più forte.

Se sei un’azienda, una scuola o un’istituzione e vuoi sposare i valori della Fondazione De Marchi attraverso questo progetto, la porta è aperta.

Per informazioni, partnership e adesioni: 📧 eventi@fondazionedemarchi.it

Hikikomori e ritiro sociale: Quando la stanza diventa un rifugio (e come uscirne)

disegno a matita di ragazzo che guarda il telefono

Anatomia del ritiro sociale

Sentiamo spesso pronunciare la parola Hikikomori con leggerezza, associandola erroneamente a una semplice pigrizia adolescenziale o a una banale dipendenza dai videogiochi. La realtà clinica e sociale, purtroppo, è molto più complessa e dolorosa. L’Hikikomori, termine giapponese che significa “stare in disparte”, è oggi riconosciuto come una sindrome culturale di ritiro sociale che in Italia coinvolge, secondo le stime più recenti, quasi centomila giovani. Non si tratta di ragazzi che “non hanno voglia” di affrontare la vita, ma di individui estremamente sensibili che percepiscono la pressione sociale, scolastica e le aspettative familiari come un peso insostenibile. La scelta di chiudersi in camera non è un capriccio, ma un disperato meccanismo di difesa: la stanza diventa una fortezza inespugnabile, l’unico luogo dove ci si sente al sicuro dal giudizio degli altri e dalla paura del fallimento.

Questo processo di isolamento è spesso graduale e subdolo, rendendo difficile per genitori e insegnanti intervenire tempestivamente. Si inizia con assenze scolastiche sporadiche, si prosegue con l’abbandono delle attività sportive e delle amicizie, fino ad arrivare a una totale inversione del ritmo sonno-veglia. Vivere di notte e dormire di giorno diventa l’unica strategia per evitare il contatto con un mondo che fa paura. È fondamentale comprendere che, in molti casi, siamo di fronte a quello che gli esperti definiscono Hikikomori primario, ovvero un ritiro non causato da altre patologie mentali pregresse, ma generato da una profonda fragilità narcisistica e dalla vergogna. Il ragazzo si sente inadeguato rispetto agli standard imposti dalla società dell’immagine e della performance, e sceglie di scomparire per non soffrire, anestetizzando le proprie emozioni e tagliando i ponti con la realtà fisica.

Rompere l’isolamento senza invadere: la terapia del gioco

Di fronte a un muro di silenzio così spesso, l’errore più comune è tentare di abbatterlo con la forza, forzando il ragazzo a uscire o sequestrando i dispositivi digitali. Tuttavia, la riabilitazione richiede un approccio opposto: serve costruire un “ponte” gentile che permetta al giovane di riaffacciarsi al mondo senza sentirsi minacciato. È qui che la psicologia incontra l’intrattenimento educativo. Il recupero della socialità passa necessariamente attraverso esperienze che siano “protette”, dove l’interazione umana è mediata da regole chiare e dove il fallimento non ha conseguenze devastanti sull’autostima. Dobbiamo offrire spazi neutri, dove non contano i voti scolastici o l’apparenza fisica, ma solo la voglia di partecipare e condividere un obiettivo comune.

Gioca-Mi 2026: la nostra risposta concreta al disagio

È partendo da questa profonda analisi del fenomeno che prende vita la missione di Gioca-Mi. Il nostro non è un semplice evento ludico, ma un progetto di prevenzione e inclusione sociale promosso in collaborazione con la Fondazione De Marchi. Crediamo fermamente che il gioco da tavolo sia uno degli antidoti più potenti all’isolamento: sedersi attorno a un tabellone obbliga dolcemente alla presenza fisica, al guardarsi negli occhi e al rispettare i turni degli altri, ma lo fa in un contesto di divertimento sicuro. Nel gioco cooperativo, nessuno vince o perde da solo; si impara a chiedere aiuto e a fare squadra, riattivando quelle competenze relazionali che il ritiro sociale aveva spento.

Stiamo lavorando intensamente all’edizione di Gioca-Mi 2026 per offrire alle scuole e alle famiglie un presidio concreto contro la solitudine. Vogliamo che il nostro evento sia quel primo passo fuori dalla stanza, un luogo dove ragazzi, genitori e insegnanti possano incontrarsi su un terreno paritario e accogliente. Se siete docenti o dirigenti scolastici e volete approfondire questi temi o partecipare ai nostri percorsi formativi dedicati alla prevenzione del disagio giovanile, vi invitiamo a contattarci. Scrivete a eventi@fondazionedemarchi.it: insieme possiamo dimostrare che c’è un mondo fuori che vale la pena di essere giocato.

Pronti a rimettervi in gioco?

Vi ricordate i sorrisi, i dadi che rotolavano e la gioia di stare seduti allo stesso tavolo? Noi non li abbiamo dimenticati.

Dopo il grandissimo successo della scorsa edizione, siamo felici di annunciarvi che la macchina organizzativa di Gioca-Mi si è rimessa in moto. Stiamo lavorando con passione ed energia per portarvi nel 2026 un evento ancora più bello, coinvolgente e ricco di sorprese.

Non vogliamo svelarvi tutto subito, ma possiamo dirvi che stiamo “alzando la posta”! Il nostro obiettivo resta sempre quello di creare un ambiente sicuro e divertente dove combattere l’isolamento sociale attraverso il gioco, ma quest’anno lo faremo in grande.

Stiamo selezionando per voi:

  • Tantissimi nuovi giochi da tavolo: Dalle ultime novità del mercato ai grandi classici che non passano mai di moda. Ci saranno titoli perfetti per le scuole primarie, ma anche sfide più strategiche per i ragazzi delle scuole superiori.
  • Nuovi Editori e Partner: Abbiamo stretto amicizia con nuove case editrici che credono nel nostro progetto. Questo significa che avrete l’opportunità di provare in anteprima giochi che non avete mai visto prima!

Quest’anno Gioca-Mi 2026 vuole essere una risorsa concreta soprattutto per voi insegnanti. Crediamo che il gioco sia uno strumento didattico potentissimo per unire la classe e prevenire il disagio giovanile.

Per questo, stiamo organizzando corsi di formazione specifici dedicati ai docenti delle:

  • Scuole Primarie
  • Scuole Secondarie di primo grado (Medie)
  • Scuole Secondarie di secondo grado (Biennio Superiori)

Volete portare la vostra classe all’evento o iscrivervi ai percorsi formativi? Non aspettate l’ultimo minuto. Le iscrizioni e le richieste di informazioni sono già aperte.

Per scoprire come partecipare con la tua scuola o per i dettagli sui corsi docenti, scrivi subito a: 📧 eventi@fondazionedemarchi.it

Costruiamo insieme una scuola più inclusiva, una mossa alla volta. Vi aspettiamo!